|
venerdì, 17 settembre 2004 DOVE SI PARLA DI CITAZIONI, DI GOETHE, DI AFFINITA'
La scrittura è qualcosa di alchemico e, come tutti gli aggregati misteriosi, basta un dettaglio, un frammento fuori posto e la magia svanisce. Non ci vuole nulla più che un intervento maldestro per interrompere la fluida armoniosità di una frase: la dabbenaggine è (ovvio) mia, il pensiero nientepopodimenochè di Goethe. E' successo così che nelle claudicanti angustie di "per il bello, per il giusto, per il bene, vivere eroicamente" è andato relegato con mestizia l'autorevole originale "per il bello, per il bene, per il vero, vivere risolutamente". Caro Johann Wolfgang von Goethe chissà se dal posto dove ti trovi puoi leggerci, chissà se quando si è perfezionato il crimine di cui sopra eri fortunosamente distratto, chissà se un'improvvida ritorsione si abbatterà su me per tutto questo. Certo che a rileggere le due versioni così, l'una accanto all'altra, si può solo rabbrividire: scomodare l'eroismo, con le implicazioni di sacrificio, immolazioni e umanità epica, laddove non c'era null'altro che semplice, sublime, pura risoluzione............ Formulato il mea culpa, esprimo tutto lo stupore per il fatto di aver ricevuto in dono una stupenda citazione del cantore del Faust, proprio dalla persona che mi faceva tornare in mente la frase da me ridotta in deformità e che (caso vuole?) appartenga per paternità allo stesso letterato teutonico di cui sopra. Come si fa, dico, come si fa a pensarsi, dedicarsi e ritrovarsi in due citazioni, per inciso, introvabili in tutto il web, dello stesso autore?
postato da larafeodorvna, 13:15 | link | commenti (1) |